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Gio 19 Dic 2019
Strategia antixylella nella Piana dei Monumentali

I quattro sindaci dei Comuni della Piana (iscritti nell’Albo dei Paesaggi Rurali Storici) , i due presidenti delle aree naturali protette e dei due Gal dellostesso territorio hanno inviato un contributo scritto a regione e governo sulle misure necessarie anti Xylella a tutela dei Monumenti.

E ciò al fine di integrare parzialmente la dotazione del Psr propria della Regione con il fondo di coesione e sviluppo del governo nazionale .

Era stato Lavarra a porre il tema all’attenzione ; la conferma di questa possibilità era venuta prima dallo stesso responsabile del Dipartimento agricoltura della regione  Prof Nardone ; quindi dal ministero che aveva inserito la tutela della Piana nella griglia di obbiettivi sottoposti al confronto della regione; e da questa discussa con le forze sociali nella riunione del 10 novembre scorso alla presenza del Presidente pEmiliano

Ecco i punti salienti della lettera dei vertici della rete di enti pubblici della Piana , attiva da anni sul tema .

"La strategia antixylella nella Piana dei Monumentali, considerando prioritario e non procrastinabile la salvaguardia di un patrimonio unico ed irripetibile, deve essere incardinata sulla stretta connessione fra patrimonio economico - produttivo e tutela paesaggistica; giacché sono proprio le imprese agricole/olivicole protagoniste sia di produzione propriamente olivicola, sia di attività multifunzionale come accoglienza e promozione turistica."

La nostra opzione di intervento per la zona classificata infetta, ove purtuttavia le piante non infette o comunque asintomatiche è la sperimentazione del sovrainnesto con le cultivar resistenti. Tale opzione, basata su promettenti dati preliminari e pur in assenza di garanzie assolute derivanti da osservazioni di più lungo periodo, è finalizzata sia ad evitare l’ineluttabile completa infezione e progressiva desertificazione di detta zona, sia l’estensione del contagio da questa alle altre aree demarcate confinanti. Il possibile effetto barriera delle piante resistenti infatti (come dimostrato scientificamente sono un pessimo serbatoio d’inoculo per i vettori), in un’ottica preventiva di riduzione del contagio e della diffusione epidemica, merita di esser sperimentato su larga scale proprio nella zona di massimo valore delle piante per poter essere poi eventualmente anche applicato/suggerito come prevenzione per le aree indenni ad imminente rischio d’infezione.

Per tradurla in concreto si deve autorizzare e sostenere la creazione di campi sperimentali (o meglio una sperimentazione diffusa in campo) ed in parallelo avviare il suo inserimento nei progetti integrati di rigenerazione allo studio della Regione, con potestà di reimpianti di culture arboree alternative all’olivo.

Trasversale a tutte le aree classificate - che a breve la Commissione ridefinirà con prevedibile restringimento di indenne e contenimento -deve essere l’avvio di una campagna di informazione capillare e sistematica, con il coinvolgimento attivo degli Enti locali, graduata e tarata in modo diverso in funzione delle aree interessate. Ad es. incentrata su misure di contenimento e sistemi di convivenza con il batterio nelle aree demarcate;su prevenzione, sorveglianza e controllo dei vettori nelle aree indenni, ove grave rimane la sottovalutazione del rischio imminente.

Questa strategia comporta l’impiego di risorse , ma anche il coinvolgimento e l’organizzazione di forze già esistenti come ad es. personale riveniente anche da altre amministrazioni pubbliche regionali e nazionali da impiegare negli uffici preposti . Ne’ può essere sottaciuta la difficoltà di bilancio dei Comuni per adempiere ai loro obblighi negli spazi pubblici .

Essa è prioritariamente sostenuta dal Psr regionale, con integrazione dal fondo di coesione nel quadro di una strategia complessiva fondata su criteri di equilibri infraregionale e nella prospettiva di finanziamento aggiuntivo a quelli finora disponibili a livello regionale, nazionale ed europeo.”

Il commento di Lavarra

“Da sempre sosteniamo che la priorità assoluta deve riguardare il Basso Salento . Per ridare speranza a quel martoriato territorio, alle sue aziende ,alle sue comunità .E questo deve valere anche per la ripartizione dei 300 milioni del Governo nazionale . I quali comunque devono costituire solo una prima tranche di quel che è necessario per rilanciare l’agroalimentare colpito da xyella; ed evitare il rischio “di una guerra fra poveri” fra territori che non hanno alcuna responsabilità nella diffusione della epidemia .

In questo quadro confidiamo che nel negoziato governo regione , attraverso il pieno coinvolgendo delle grandi organizzazioni agricole , si provveda a integrare con risorse finanziare sia pure parziali e misure a costo zero ( come la destinazione di personale nelle zone a rischio ) il Psr regionale per la sperimentazione del sovrainnesto dei Monumentali georeferenziati nella Piana .Cio ‘ Sia per l’unicità di questo patrimonio che per la sua funzione generale di ultima barriera alla diffusione del contagio in tutta la Puglia e oltre “

I firmatari

Vincenzo Lavarra Parco Dune Costiere

Massimo Lanzillotti Sindaco Carovigno

Guglielmo Cavallo Sindaco Ostuni

Francesco Zaccaria Sindaco Fasano

Luigi Annese Sindaco Monopoli

Gianfranco Coppola Gal Alto Salento

Tommaso Scatigna Gal Valle d’Itria

Corrado Tarantino Torre Guaceto

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